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Stratificazioni mnestiche

by Francesco Aprile
2011-01-30

Sulla scia delle pubblicazioni freaudiane sulla psicoanalisi e relative indagini sull’inconscio la tecnica del flusso di coscienza si fa corpo – sviluppandosi a livello narrativo, trovando per la prima volta l’introduzione del termine stesso nel lavoro dello psicologo William James – fratello maggiore del romanziere Henry James – che nei suoi “Principles of Psychology” (1890) traccia la concettualizzazione secondo la quale descrive il flusso del pensiero associandolo alla corrente fluviale. Questa teorizzazione del libero flusso del pensiero viene preceduta dal testo di Edouard Dujardin “Les Lauriers sont coupés” pubblicato fra maggioagosto del 1887 sui numeri della Revue Indépendante, diretta dallo stesso Dujardin. Autori che hanno contribuito allo sviluppo di questa tecnica sono stati Dorothy Richardson, William Faulkner e James Joyce. E proprio sull’autore irlandese bisogna soffermarsi per potersi accostare al terzo romanzo in cento parole di Francesco Saverio Dòdaro. La degrammaticalizzazione apparsa nella seconda New Page di Francesco Saverio Dòdaro, mutuata dalle necessità del suono, dalla morte dell’ortografia, in virtù di quella che lo stesso autore definì come “svolta post-grammaticale” (discorso tenuto dallo stesso il 2 gennaio 2011 presso il Fondo Verri di Lecce, rassegna Le mani e l’ascolto) viene, in questo terzo lavoro, ulteriormente limata, portata verso un compimento nuovo – nella concezione grafico-contenutistica della teoria dei flussi di coscienza – che muovendo dai flussi di coscienza di Joyce, si pensi al monologo interiore di Molly Bloom nell’Ulisse, dove l’assenza di punteggiatura permetteva alle parole di aderire al continuo passaggio da un’idea all’altra che è proprio del pensiero e, quindi, di esprimerlo senza interruzioni, arriva a farsi espressione del particolare, oltre, dunque, l’idea di una narrazione di flussi di coscienza universali. In quest’ottica Dòdaro opta per la definizione – per quanto riguarda il suo romanzo in cento parole – di “Stratificazione mnestica”, ossia la stratificazione di vari e particolari, ben determinati, flussi di pensiero che tornano alla ribalta, all’apice dello sforzo mnemònico dell’autore che ne rende possibile lo stratificarsi attraverso l’utilizzo diverso, sia sul piano concettuale che su quello puramente grafico, che fa della pagina e dell’idea di libro (“Centoparole e un diverso apparato pausativo. Centoparole, non sul libro, ormai sott’attacco, ma sulla pagina reinventata. New Page. New Page per la nuova comunicazione narrativa. Comunicazione in store.” – dal primo Manifesto del movimento letterario New Page a firma dello stesso Dòdaro) che, a differenza di quanto avveniva in Joyce in cui l’espressione del testo era affidata al prodotto libro nella sua concezione classica, qui, l’espressione dei flussi di coscienza è resa possibile, appunto, attraverso lo stratificarsi grafico, l’utilizzo di due colori diversi ad indicare ben precise stratificazioni del pensiero, e concettuale maturato, questo aspetto, dalla diversa concezione del libro sfociata, appunto, nella creazione del movimento New Page. Tutto ciò, secondo l’autore, porta, anche, alla creazione di una tensione fra “l’hic et nunc e l’anthropos”.

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