Archivi categoria: Contributi teorici

Esplorazioni (Rivista di studi italiani)

New Page, esplorazioni di un movimento letterario, in Rivista di studi italiani, Anno XXXIII, n. 1, giugno 2015
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New Page e realtà sociale

by Francesco Aprile
december 2012

New Page e realtà sociale

Romanzi di cento parole, brevi, brevissimi, che incontrano nella strutturazione della pagina le incursioni e le tensioni semiologiche della comunicazione pubblicitaria, della narrazione giornalistica, della poesia concreta di Carlo Belloli, delle prime esperienze di narrativa concreta, riconducibili alla collana “Wall World” che nel ’92 lo stesso Dòdaro ha ideato e diretto per Conte Editore. New Page ha poi esteso i confini, dilatando parole, supporti, media. Ha aperto al teatro di cento parole, in store, alla poesia, in store, nelle vetrine dei negozi. New Page è una lettura dello spazio sociale, della piazza, non più luogo d’incontro, ma non luogo scriteriato, condensato amorfo di vite in transito. Afferma Dòdaro che “Il cantastorie del terzo millennio non è nelle piazze, ma nelle vetrine”. La morte della piazza, della strada, segna il passaggio verso la dimensione e la diffusione dei testi New Page. Non più sul libro, ma stampati in proprio e applicati su crowner, pannelli molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. Crollano i confini fra narrativa, teatro e poesia, i testi si ibridano e il libro si condensa sulla “ricetta” dei media accarezzando un futuro diverso. Un modo altro per interpretare l’evoluzione della pagina scritta, un tracciato diverso dall’evoluzione digitale del libro, diverso dalla traiettoria già in corso d’opera rappresentata dagli e-book. Perché esporre l’opera letteraria nelle vetrine dei negozi, nelle gallerie dei centri commerciali, vuol dire intercettare una dimensione sociale latente, poietica, oggi messa alle strette dal bombardamento sensoriale che vede l’uomo consumatore passivo in un sistema puramente strumentale. Scardinare questo tassello significa porsi nella traiettoria dell’ascolto, dell’incontro, veicolare testi, che non sono vendibili, in un contesto mercificato è un atto che si pone come una richiesta d’ascolto e dialogo intenso, la ricerca della possibilità, del poter essere altro e non esclusivamente un ingranaggio passivo, ma una parte attiva.


New Page e analisi istituzionale: la ricerca letteraria nelle scuole

by Francesco Aprile
2012-10-13
Il Paese Nuovo, 2012-10-14

Fra gennaio e marzo 2012, a partire dall’idea e dalla proposta di Giovanna Rosato, si sono svolte lezioni sulla ricerca letteraria e, in particolar modo, sul movimento letterario New Page, fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro, indirizzate agli alunni delle classi terze  delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Cavallino e Castromediano, presso la Biblioteca Comunale Gino Rizzo, di Cavallino. Le lezioni, tenute da chi qui scrive assieme a Giovanna Rosato e, in due occasioni, ad Erika Sorrenti, hanno visto coinvolti i ragazzi che, al termine di queste lezioni-laboratorio, si sono cimentati nella scrittura e composizione della pagina “New Page”, realizzando opere poi esposte a Cavallino e culminate in una nuova apertura del movimento, curata da Giovanna Rosato e denominata “New Page under 20”. Narrativa per ragazzi scritta dai ragazzi, dalle loro voci, dal loro appartenere al mondo, contro una certa dialettica sociale che, per certi versi, pretende di parlar loro tagliandoli fuori dal discorso reale, relegandoli ad una ricezione passiva in quella storia contemporanea dettata dalla netta divisione, anche in microsituazioni, fra detentori e non del potere di turno. Riprendendo dunque la formula del movimento, cioè i romanzi in cento parole esposti nelle vetrine dei negozi dopo esser stati applicati su crowner (pannelli cartonati usati nell’ambito della comunicazione pubblicitaria) – anche se quelli dei ragazzi sono stati scritti su pannelli in formato A5 -, questi romanzi brevi, brevissimi, diventano spazio per l’innocenza, per l’espressione dei ragazzi, per l’ascolto del loro ciò che è stato e del suo scoprirsi voce e racconto, dell’esserci anche loro.

Le analisi di Lapassade, per quanto riguarda la microsociologia della scuola, mostrano come i ragazzi, inseriti in un contesto scolastico pre-esistente fondato su pratiche di trasmissione di informazione che eludono la comunicazione docente-studente necessaria al riconsocimento, sfocino in diverse modalità di baccano, disattenzione, o come il giudizio che il docente via via va maturando sui ragazzi influenzi il loro stesso rendimento e voglia di partecipare, fino a giungere in situazioni in cui tale atteggiamento può mostrarsi come induttore di comportamento deviante. Scriveva Lapassade che “Se l’uomo vuole essere soggetto, attore cosciente della sua storia può analizzare le istituzioni dalle quali dipende, quelle che lo attraversano e trovare nell’azione di gruppo una via d’uscita all’atomizzazione burocratica della quale è vittima”. C’è una pratica, dunque, affine a quanto attualizzato nelle lezioni-laboratorio a Cavallino, che prende le mosse dall’analisi istituzionale di Lapassade e sfocia nella ricerca intrapresa tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 con la nascita della cooperativa e casa editrice Sensibili alle foglie, denominata “socioanalisi narrativa” e indirizzata, fino a questo momento, a indagini in istituzioni carcerarie, psichiatriche, ospedaliere, o rivolta agli anziani, ai rom relegati nei ghetti contemporanei, alle condizioni di lavoro dei migranti, alla vita di strada dei minorenni e ragazzi stranieri. Nel contesto delle lezioni a Cavallino, guidate dalle domande nate dalla curiosità e dall’attenzione-osservazione che i ragazzi hanno dimostrato nei confronti di una dinamica espressiva probabilmente a loro vicina, calata nell’hic et nunc e capace di essere essa stessa, con lo spazio bianco della pagina da “arredare” con le coordinate del proprio puer, spazio di riconoscimento e mezzo di appropriazione di questo esserci al mondo, hanno liberato la propria condizione da ogni freno di natura, anche, strumentale legato probabilmente, in ambito scolastico, ad una sorta di compiacimento o di conformazione alle attese di docenti e/o famiglie, consegnando allo spazio bianco delle New Page elementi intimi, densi, forti, costruiti attorno alle dinamiche poietiche del ritmo, dell’ora, della condizione sociale o intimista, senza manifestarsi per la consueta sottotraccia “repressa” che caratterizza quell’aspetto nascosto della realtà sociale, appunto, in quello spartiacque storico reso manifesto nel passaggio verso un certo principio di realtà. Tutto questo attualizzato in quella pratica narrativa che è nel poter essere “letti”, umanamente, oltre che sulla carta, e quindi riconosciuti e riconoscersi come parte attiva del tessuto micro-sociale della loro elaborazione che è incontro, presenza e riappropriazione di uno spazio che è attenzione per la voce dei ragazzi stessi. Perché introdurre la ricerca letteraria, in un’età fondante per la crescita e formazione culturale, vuol dire introdurre e lasciar liberamente recepire concezioni sempre aperte al confronto, al cambiamento. Vuol dire che la ricezione di tali messaggi di comprensione e ascolto dello spazio di una realtà sociale, altrimenti off-limits, è una semina che proietta i ragazzi in una dimensione di conoscenza e approfondimento del loro percorso umano ancor breve, ma già capace di maturare consapevolezze.