Archivi categoria: Paese Nuovo

La poiesi come orologio della storia

by Francesco Saverio Dòdaro
2013-03-03

Da una mail di F. S. Dòdaro per Mauro Marino, direttore de Il Paese Nuovo, poi pubblicata in data 2013-03-03.

[…] e se il Giornale* proponesse al Comune di intitolare strade, piazze, ai personaggi, ai temi della Poiesi, dell’Altrove? Via “Gelsomina”, Piazza “Les fuilles mortes” . La poiesi come orologio della storia. Una diversa gerarchia delle rilevanze storiche, sulla scia di accreditati tracciati di Microstoria (Einaudi, Les Annales).

* Ripeto: il Giornale

ancora: Liceo AlfaTerza B “Gelsomina”Seconda A “Silvia”

20130303-6

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L’esperienza de Il Paese Nuovo

by Francesco Aprile
Dicembre 2012 – Gennaio 2013

La diffusione delle opere del movimento ha inoltre avuto un ulteriore tracciato, segnato dalla semina culturale, sociale, messa in atto da Mauro Marino sulle pagine del quotidiano Il Paese Nuovo. Un quotidiano che sceglie d’aprire la sua ultima pagina alla pubblicazione di opere letterarie, andandosi a togliere uno spazio necessario per la sua vita editoriale, privandosi di tanto in tanto della pubblicità da ospitare, si inserisce nella stessa linea assunta dal movimento, privilegiando una comunicazione poietica. Mauro Marino ha così inaugurato, dal 2010, lo spazio giornalistico denominato “L’Ultima”, pubblicando in un primo momento le New Page, estendendo, poi, questo spazio ad una pratica giornalistica quotidiana.

La pubblicazione delle opere del movimento New Page sull’Ultima de Il Paese Nuovo è stata a cura di Francesco Aprile, ricoprendo un arco di tempo che va dal 2010 al 2013.

Le opere pubblicate possono essere scaricate o consultare al link: new-page-paese-nuovo-2010-2013

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L’esperienza de Il Paese Nuovo è culturale nel senso più ampio del termine. La vasta accezione della parola Cultura viene interpretata da Mauro Marino con una lettura segnata da una Weltanschauung ampia, al punto che le pagine culturali risultano titolate come Culture, segnando sconfinate aperture affiancate da una dinamicità delle pagine capaci di dialogare con le immagini, i diversi tracciati del pensiero, uscendo da quella logica speculativa che vuole le pagine culturali spesso relegate alla funzione di agenda, nel tracciato di una cultura spettacolo, già ampiamente contro-teorizzata dalle correnti di pensiero del secondo ‘900: «Nous ne voulons plus travailler au spectacle de la fin du monde, mais à la fin du monde du spectacle» (Debord G. E.); la quotidianità interpretativa della scrittura giornalistica su Il Paese Nuovo, come matrice necessaria e pratica di un esercizio scritturale ed interpretativo dell’elmento sociale, fa in modo che la cultura –  e la scrittura giornalistica della stessa – escano dalla logica dell’evento per entrare in una dinamicità vitale che pone al centro dell’esercizio giornalistico la cultura come frutto di una dimensione sociale, quindi storica, del nostro esserci nel mondo.